Incentivi per trasparenza del reclutamento dei ricercatori

Ripristinare la terza fascia di docenza

La cosiddetta riforma "Gelmini" dell'università, nella parte in cui ha reso a tempo determinato la posizione di ricercatore universitario, ha avuto il solo risultato di escludere con un tratto di penna migliaia di giovani ricercatori precari dalla possibilità di ottenere una posizione permanente. Nei fatti, l'effetto a regime sarà di abbattere il numero di professori strutturati di circa un terzo, ovviamente a completo detrimento di coloro che ora erano eleggibili per una posizione (mentre chi è già dentro, come al solito, rimane dentro...). Tra parentesi, questo taglio è scriteriato anche dal punto di vista della effettiva capacità, da parte delle università, di erogare servizi di formazione di alto livello, visto che gà ora non ci sono professori per coprire tutti i corsi attivati (chi scrive è titolare a contratto di un corso di Fisica Generale, per il quale il compenso è semplicemente non degno di un paese civile).

La proposta è di abrogare, almeno in questa parte, la riforma gelmini, e di istituire una figura di professore di terza fascia, con contratto a tempo indeterminato, che sia sovrapponibile alla vecchia figura del ricercatore, ma che abbia compiti didattici istituzionali. Inoltre si dovrebbero istituire dei limiti al rapporto tra professori delle varie fasce. Ad esempio il rapporto tra professori di I e di II fascia (o tra professori di II e di III fascia) non potrà essere superiore a 1/2 (oggi è un assurdo 1/1, cioè ci sono tanti "generali" quanti "tenenti"...). Infine, si dovrebbe prevedere la possiblità della perdita di ruolo. Un professore di prima fascia palesemente inadatto deve poter essere "degradato" alla II fascia, ecc.

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Idea No. 134