Incentivi per interdisciplinarità

Creazione di un luogo di incontro reale e virtuale per studiosi

La seguente idea unifica quelle di Gabriele Costa (idea n. 2) e quella di Alessandra Bassi (idea n. 77).

I due proponenti credono fermamente nella necessità di condividere le conoscenze scientifiche e le esperienze di ricerca per sviluppare l’interdisciplinarietà e la collaborazione reciproca tra studiosi afferenti a diverse aree tematiche e disciplinari, per un fattivo e creativo scambio di pensieri, di opinioni e di dati finalizzato a creare le condizioni migliori per l’insorgere di brain-storms che non si pongano alcun limite nell’osare traguardi conoscitivi e nel porre domande inattese.

A noi preme che sia lasciata la massima libertà possibile alla ricerca di base, quella ricerca che non dovrebbe avere né tempi stretti né risultati obbligatori (entro certi limiti e con i dovuti [auto-]controlli, ovviamente), e crediamo che il poter disporre concretamente di un luogo dove studiosi delle discipline più diverse possano mettere assieme idee, sogni, visioni, progetti, e fare scienza e coscienza vivendo per qualche tempo a stretto contatto tra loro, possa dare forma e significato a quel plus che il lavorìo dei cervelli, intrecciato e non soltanto parallelo, sa dare al meglio nell'incontro/scontro/confronto personale e diretto con qualcuno che condivide con te la passione della ricerca, ma che ha idee diverse e lontane dalle tue, forse perché si occupa d'altro o ha studiato in un altro paese.

Il modello ideale che abbiamo in mente ricorda da vicino il Warburg Institut di Londra e l'Istituto per lo studio della complessità di Santa Fe: un ambiente fuori dai consueti ambiti accademico-disciplinari, dove per la durata degli incontri o dei soggiorni non vi sia una rigida separazione dei ruoli tra docenti e discenti, tra esperti e principianti, dove sia possibile anche per i giovani ricercatori esprimere il proprio parere e proporre le proprie idee. Per noi l'insieme delle parti, anche quando le parti sono “efficienti ed efficaci”, non è (e non da) il tutto, ci vuole quel qualcosa in più, quell'alchimia che può crearsi dall'incontro fisico e metafisico tra menti diverse e non necessariamente complementari, riunite, ma non isolate, in un 'pensatoio', magari davanti a una pizza.

La SISSA di Trieste, o il nascituro ramo fiorentino della Scuola Normale Superiore, potrebbero, ad esempio, forse candidarsi per mettere in piedi tale luogo.

Numeri piccoli, nessun posto fisso, una struttura amministrativa snella, un sistema di fellowships post-doc attribuite per concorso internazionale, e, parallelamente, un forum virtuale, interattivo e condiviso in rete, aggiornato con le proposte e i risultati ottenuti in corso d’opera; dove i past-fellows, così come ogni esterno qualificato, possa discutere, confrontare e unire i risultati ottenuti, e ognuno possa partecipare fattivamente ai diversi progetti nati con l'apporto delle sue conoscenze o specializzazioni. Affinché la partecipazione al sistema di sinergie qui proposto non sia solo su base volontaria e possa spegnersi dopo un iniziale entusiasmo, pensiamo che occorra garantire che i primi a porre in condivisione pubblica le loro ricerche siano riconosciuti come principali autori delle eventuali pubblicazioni scientifiche che se ne ricaveranno, che siano designati quali capigruppo e/o coordinatori di eventuali studi multicentrici, che siano titolari di eventuali brevetti, e, infine, che possano scegliere liberamente lo staff di colleghi e collaboratori.

In conclusione, noi riteniamo che il nostro Paese abbia bisogno, tra l’altro, di una sorta di Silicon Valley della ricerca umanistica (nel senso più ampio del termine, quello dei Neoplatonici fiorentini del Rinascimento), di un luogo materialmente, culturalmente e scientificamente significativo che attragga e coinvolga persone in grado di tracciare i nuovi sentieri della ricerca, travalicando orticelli e steccati: se abbiamo un futuro come Paese, così come altri anche noi crediamo che esso sia nella ricerca e nell'educazione superiore.

Tags

Voting

7 votes
12 up votes
5 down votes
Active
Idea No. 88