Commenti sul Questionario

coinvolgimento delle industrie in H2020 IT

Il questionario appare tarato sull'ipotesi che la competitività tecnologica e innovativa del sistema paese parta e sia basata dall'indipendente e autonomo sviluppo della ricerca di base di università e centri di ricerca da cui, dopo l'acquisizione del risultato, l'industria prende spunto per creare il prodotto di successo che esalti la competitività ed il ritorno sociale dell'investimento fatto.

In realtà, se H2020 IT deve aiutarci a partecipare con successo ad H2020 EU aumentando la quota di ritorno italiana di quei fondi e, al contempo in maniera totalmente sinergica, permettere di aumentare la competitività del sistema Italia, si dovrebbero perseguire i modelli stranieri, tipo Francia, Germania o UK ma anche USA, di interazione tra industria e mondo accademico e scientifico. In quei paesi, per esperienza diretta e lunga, il processo di identificazione e sviluppo dei campi di intervento è il seguente: l'industria nazionale esprime le precise necessità tecniche di lungo periodo e strategiche, quella visione settoriale viene condivisa con il governo e gli enti territoriali, gli scienziati cercano quindi le soluzioni e le risposte a quei problemi e sfide, che comprende assolutamente la ricerca di base, accettando che i risultati, le ricadute e loro validazione siano fissate e guidate dall'utente finale industria.

FP7 e anche H2020 sono organizzati secondo questo processo nell'implementazione dei progetti di ricerca collaborativi, e in particolare per i PPP e JTI che strategicamente sono i più importanti per le ricadute. Sarebbe quindi auspicabile che anche H2020 IT rispondesse allo stesso processo.

La assoluta tutela e necessità della ricerca di base "indipendente" è garantita in FP 7 e in H2020 da una larga serie di strumenti dedicati e di fondi notevoli che però sono sussidiari e non prioritari rispetto alla ricerca dedicata alle necessità industriali e competitività del sistema paese.

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