Indicatori per valutazione H2020-IT

Prudenza sugli indici bibliometrici

La tendenza è sempre più quella di usare gli indici. I nostri politici e burocrati sarebbero felicissimi di usarli in modo automatico, considerandoli fattore di trasparenza e oggettività. Suggerisco al contrario di non dare loro un peso eccessivo, di usarli con cautela.

Premetto che non sono aprioristicamente contro l'utilizzo di tali parametri, tuttavia essi stanno causando gravi distorsioni nella ricerca, a livello globale. Qualche esempio: esplosione del numero di citazioni non pertinenti, articoli ripetitivi e ricerche brevi, nascita di riviste open access e pay-per-publish di infimo livello, riviste che condizionano l'accettazione degli articoli alla presenza di citazioni verso la rivista stessa; chi più ne ha più ne metta. Gli indici sono spesso veleno per le riviste europee e specificamente italiane. A peggiorare la situazione, il governo italiano dà valore legale ad indici prodotti da costose banche dati private, che nei loro disclaimer non se ne prendono la responsabilità. Infatti, i loro database sono pieni di errori e spesso si rifiutano di correggerli.

Tags

Voting

33 votes
56 up votes
23 down votes
Active
Idea No. 50