Incentivi per trasparenza del reclutamento dei ricercatori

Il dottorato come requisito esclusivo e continuità di carriera

Inutile ormai riempirsi la bocca con le parole meritocrazia e pari opportunità. Si e' visto che fino ad oggi questi metodi hanno portato solo ad un peggioramento della situazione con lobby sempre piu' potenti che si autonominano in nome di di sistemi di autoreferenziamento.

E' ormai chiaro che i concorsi sono spesso pilotati, con posti gia' assegnati ancor prima di essere pubblicati in Gazzetta, celati sotto le piu' false giustificazioni. E' l'ora di dire Basta.

Da oggi i concorsi saranno solo in base a requisiti di ingresso. Per diventare Ricercatore bisognerà fare un percorso Abilitante alla ricerca di 3 anni: il Dottorato di Ricerca. I possessori del titolo nel settore dispiplinare afferente potranno fare domanda per entrare ricercatore fino ad un massimo di 5 università italiane ogni anno. Alle procedure potranno partecipare cittadini italiani e stranieri e tra le domande grazie alla collaborazione dell'unica procedura trasparente di "Estrazione a Sorte" verranno designati i futuri ricercatori. Basta con scelte soggettive nascoste dietro i motivi piu' svariati. I prescelti entreranno a far parte del reclutamento di professori di 1a e 2a fascia secondo requisiti oggetti di lavoro sul campo e secondo una determinata politica di reclutamento a lungo termine, in cui i nuovi ricercatori dovranno essere in percentuale legata al fabbisogno di professori di prima e seconda fascia. Almeno l'80% dei nuovi ricercatori dovrà diventare professore di prima o seconda fascia.

Basta con canali accessori e a questo punto non ci saranno i soliti professori o direttori di dipartimento a farla da padrone. Una carriera chiara e limpida sotto la luce del sole.

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